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Antonietta Grippo, L'Avanguardia Esoterica

Literalia, Potenza, 1997, pagg. 189, lire 16.000.

di Walter Catalano

da «Diorama Letterario», n. 227, luglio/agosto 1999.

Non esiste personaggio più comodo ed utile del diavolo. Per mettersi a posto la coscienza non c'è metodo migliore che costruirsi il fantasma di un Nemico Assoluto, attribuirgli tutti i fatti e i misfatti che ci turbano e ci disturbano, tutto quello che non capiamo, tutto quello che -riteniamo- non ci appartiene, ed eccoci restituita la purezza immacolata di chi può discriminare i "sommersi e i salvati" guardando dalla parte luminosa del mondo. Forse il metodo lo inventò Zarathustra (quello "reale", non quello nicciano) evocando Angra Mainyu -più tardi Arhiman- e dividendo l'umanità in mazdayashna luminosi e devayashna oscuri, lo perfezionò Mani, ma, insieme ai totalitarismi secolarizzati del novecento, i suoi propugnatori più zelanti sono stati probabilmente i cristiani.
Con questo spirito squartarono Ipazia d'Alessandria, l'ultima filosofa neoplatonica -facendo poi naturalmente santo il vescovo Cirillo, istigatore del pogrom- con la stessa ispirata dedizione si è continuato a perseguitare ora l'Eretico, ora la Strega, ora l'Ebreo, ora il Comunista, ora il Fascista, ora semplicemente chi era diverso e non si uniformava ai modelli della visione del mondo maggioritaria. Il diavolo, ancora il diavolo, che è sempre qualcun altro (l'aveva capito anche Sartre: «l'enfer c'est les autres») e che varia come variano i tempi e le culture, ma resta sempre un "povero diavolo".

Questa lunga ma doverosa premessa per arrivare a dire che il libro della giovane studiosa Antonietta Grippo, tesi di laurea virata in saggio, pur avendo vari pregi per quel che riguarda la ricerca in generale, certe significative intuizioni e la scorrevolezza dello stile, ci trova in profondo disaccordo riguardo alle conclusioni, pericolosamente manichee, secondo il modulo tipico appena descritto.

Per la Grippo

«dopo due secoli di pensiero laico ritornano ad esistere "idee che uccidono", aumentano i suicidi religiosi, spiriti deboli si danno a invocazioni sataniche in oscuri centri sociali, si lasciano plagiare da santoni ignoranti, attrarre da religioni lontane e sconosciute, estranee al pensiero, alla cultura, alla tradizione occidentale. Ecco i frutti proibiti che l'uomo coglie nel giardino, carico di veleni, della città dell'utopia».

In effetti frequentando solo la parrocchia del quartiere si corrono meno rischi.

Al mare tenebrarum (espressione dell'autrice) della post-modernità -in cui la neolaureata sprofonda draconianamente il cyberspazio di internet e Stanley Kubrick, la fantascienza e i film horror di Pupi Avati (che, a quanto ci risulta, è però cattolico praticante)- si giunge attraverso un lungo e tortuoso processo che, con l'Illuminismo e la Rivoluzione Francese, lo scientismo positivista, la nicciana "morte di Dio", erode progressivamente la natura dell'uomo, il quale «novello Prometeo doveva violare ogni divieto, mettere in discussione ogni principio, compiere il male per dimostrare il suo coraggio». Arte e letteratura sono state complici di questa erosione spirituale e morale dell'uomo moderno avendo «cantato le sue gesta» ed «esaltato la sua hybris», e, da Baudelaire al Surrealismo, hanno costituito «l'altra faccia di quella visione modernista che nasce dalla rivoluzione, l'altra faccia della cultura scientifica positivista ed empirista, l'altra faccia del materialismo e dell'ateismo». Ed ecco, con le dovute fumigazioni sulfuree, comparire la prensile coda di satanasso: il filo rosso che collega i movimenti artistici ai gruppi esoterici, la sovversione estetica e sociale a quella religiosa e spirituale.

Nessuno vuole negare che corrispondenze di questo tipo vi siano state e ci pare anzi che la Grippo, a parte varie gravi inesattezze sulle quali ci soffermeremo in seguito, si sia orientata correttamente nel ricercare e dipanare collegamenti non sempre evidenti; ma è il giudizio di valore con "pregiudiziale satanica" ad apparirci oltremodo semplicistico, ingenuo e fuorviante. L'impostazione intransigente ci ricorda, con le dovute differenze, l'ultima parte di un vecchio libro di Elémire Zolla, ristampato di recente, Che cos'è la Tradizione?: ma Zolla aveva ben altre frecce al suo arco e l'opera si collocava in un contesto particolare e reattivo, come l'autore puntualizza nella introduzione alla nuova edizione, prendendo le distanze dalle sue precedenti posizioni1. L'avversione di Zolla per l'arte moderna e le avanguardie storiche è inoltre prevalentemente di carattere estetico

Il capovolgimento, che è fatale, e spesso avviene per una progressione quasi insensibile, produce l'avanguardia, conclusione di un romanticismo che abbia esaurito le sue carte. I suoi germi sono nel romanticismo stesso, soprattutto in quel vizio romantico che è l'esaltazione della freschezza posticcia, in quelle nostalgie d'un passato ingenuo che a poco a poco diventano bambinaggini [...]. Il gusto dei primitivi che furoreggia nel '900 ripete nei confronti dell'arte negra l'operazione stucchevole che nel secolo precedente si era fatta con la medievale o la greca." da Verità segrete esposte in evidenza);

la Grippo invece, che sintomaticamente cita solo testi di Zolla anteriori agli anni '80, si rifà a criteri essenzialmente etici, e si sa quanto l'etica sia ancor più elastica e variabile dell'estetica....

In termini tassonomicamente assai forzati la studiosa distingue tre «categorie»: l'occultismo futurista, l'alchimia dadaista e l'esoterismo surrealista. La prima rimanda ad un occultismo teosofico e spiritista inteso come contraltare di una visione scientista e modernista del mondo; la seconda, incarnata essenzialmente da Evola, volge ad un carattere trasmutativo e, appunto, alchemico; la terza è basata sull'automatismo psichico, le pratiche analitiche di disvelamento dell'inconscio, la trance della "mezza morte" e su un contesto genericamente neognostico. Il panorama indagato è quello italiano, ma i rimandi ai maggiori autori europei sono inevitabili; nel corso della trattazione i profili di alcuni di questi autori vengono tratteggiati in modo a dir poco sbrigativo. Così ecco, per esempio, Bataille (il cui nome Georges viene inspiegabilmente anglicizzato in George, così come accade a Sorel poche pagine dopo e a Joséphin Péladan che diventa Joseph Peladan):

«Scrittore controverso, allucinato, che si compiace della sua trasgressione e anela alla distruzione dell'uomo e del mondo. Si fa propugnatore di un sacro intriso di sessualità e necrofilia, percorre la via della "mano sinistra" tantrica anticipando molti di quelli che saranno gli esiti del moderno satanismo».

Oppure Daumal:

«René Daumal (1908-44) muore a 36 anni, dopo aver cercato per tutta la vita di 'fabbricarsi l'anima' grazie agli insegnamenti del 'mago Gurdjieff'. Fonda e guida una 'compagnia in qualche modo iniziatica' Le Grand Jeu, in cui prende il nome di Nathaniel, con lo scopo di dedicarsi alle 'esplorazioni dell'aldilà'».

È abbastanza evidente che la Grippo non ha mai avuto tempo di leggersi nè L'esperienza interiore del primo, nè Il monte analogo del secondo, solo per citare due titoli a caso... le consigliamo vivamente di farlo.

Veniamo ora alle inesattezze di cui dicevamo: a pag. 61 Daumal viene definito post-surrealista, ma si sarebbe eventualmente dovuto dire para-surrealista, essendo Le Grand Jeu perfettamente coevo al movimento di Breton (ed in relazioni critiche anche se non apertamente avverse ad esso); a pag. 147 «l'interesse per l'occulto e l'ignoto [...] permette di definire pre-surrealista già la narrativa dell'ultimo Pirandello», ma il grande scrittore siciliano muore nel 1936, sette anni dopo il Secondo Manifesto del Surrealismo che è del 1929, anche in questo caso le cronologie non tornano; a pag. 65 citando vari romanzi fantastici che preluderebbero al Mafarka futurista inteso come uebermensch, si fa un po' di confusione: una cosa è il Frankenstein di Mary Shelley (diventata Mary Shelling nel testo), una cosa il Jekyll di Robert Louis Stevenson ed ancora un'altra il Dracula di Stoker, tre 'superuomini' ben diversi e difficilmente inquadrabili nella stessa categoria, quanto al Golem l'autrice non ha evidentemente letto il romanzo di Meyrink, e confonde con l'omonimo film espressionista di Galeen e Wegener: non di uno «spaventoso mostro di creta» si parla infatti nel libro dello scrittore viennese, ma di un'inafferrabile ed incorporeo spirito che aleggia ma non appare.
Decisamente più gravi gli equivoci nel campo delle dottrine esoteriche: a pag. 107, ad esempio, si legge «Compito dell'alchimia è ricondurre il "tutto" all'"uno", all'"anima" simboleggiata dal Sole e dall'oro. Lo "spirito" che deve essere trasformato, principio intermedio tra il corporeo e l'incorporeo, è simboleggiato dalla Luna, le cui fasi ricordano il divenire; il "corpo", ossia il principio più basso, dal piombo». I termini anima-spirito in realtà sono esattamente invertiti: è l'"anima", psyché, il principio intermedio e "lunare" e lo "spirito", nous, l'Intelletto sovraindividuale, quello "solare" e superiore2. Partendo da queste basi -la pura nozione non è fine a se stessa ma implica la comprensione "filosofica" di processi ben definiti- si capisce come la visione complessiva dell'esoterismo in generale e dell'alchimia in particolare risulti per la giovane saggista riduttiva e distorta.

A pag. 71, per finire, si attribuiscono al povero Bergson "pratiche di magia sessuale" con la "setta" della Golden Dawn per il tramite della sorella che aveva sposato Mathers, il principale animatore del gruppo. L'Alba Dorata, che comunque non è una setta ma un ordine magico paramassonico, in realtà non ha mai praticato la magia sessuale3 anche se tra le sue file presero le mosse personaggi che in seguito l'avrebbero praticata ampiamente: primo fra tutti Aleister Crowley (nell'Astrum Argentinum, da lui creato, e nell'Ordo Templi Orientis di Reuss, da lui rinnovato), Dion Fortune, Israel Regardie ed altri minori.

Riteniamo gravi queste inesattezze perché evidenziano una conoscenza non certo approfondita delle discipline che si ha la pretesa di voler giudicare e condannare. Sarebbe stato necessario averne almeno una visione non approssimativa prima di esprimere valutazioni di qualsiasi genere. Una sicura fonte e concausa di confusione, semplicismo e pressappochismo riteniamo sia da ritrovarsi senz'altro nei frequenti riferimenti ai libri di Cecilia Gatto Trocchi (citata nella bibliografia con ben tre volumi), zeppi di errori, imprecisioni, considerazioni arbitrarie e veri e propri travisamenti: testi forse bastevoli per raffazzonare il pezzo di colore di un gazzettiere da rotocalco, ma decisamente insufficienti per le esigenze di una ricerca seria. Due volumi fondamentali invece, la cui consultazione avrebbe ridotto sicuramente gli errori storici e il "chiodo fisso" diabologico, Il cappello del mago: I nuovi movimenti magici dallo spiritismo al satanismo, e Indagine sul Satanismo: satanisti e anti-satanisti dal seicento ai giorni nostri, entrambi di Massimo Introvigne, vengono del tutto ignorati.

In conclusione, anche nel caso di accettare, come ci pare tendenzialmente faccia la Grippo, una interpretazione tradizionalista della storia (ma forse l'autrice rientra più nel campo dell'integralismo che del tradizionalismo), le sue analisi ci apparirebbero comunque fuori luogo: in un'ipotesi del genere, infatti, in base alla teoria dei cicli, le avanguardie storiche non sarebbero altro che l'unica forma d'arte possibile nell'estrema propaggine del Kali-Yuga, l'"Età Oscura", e come tali "necessarie" e non condannabili a priori in base a criteri morali o spirituali ormai inapplicabili. Non resterebbe a quel punto da far altro, all'esegeta coerente, che inibire l'azione di qualsiasi katéchon e accelerare, per quanto possibile, il «solvet saeculum in favilla»!

 


Note

1- Nei suoi testi seguenti Zolla dimostrerà la variazione prospettica della sua osservazione avvicinandosi sempre più alle tradizioni sciamaniche come ne L'amante invisibile (ove accenna a pratiche comuni in paesi extraeuropei, ma che, sotto il nome di "unione coi demoni incubi e succubi", portavano nell'Europa di qualche secolo fa direttamente sul rogo) e giungendo, in Uscite dal mondo, a parlare della realtà virtuale in termini notevolmente diversi da quelli di chi la vede come un mare tenebrarum. Questo presunto deragliamento gli attirerà contro le ire di integralisti come il Blondet de Gli Adelphi della dissoluzione, delirio complottista assai divertente se non fosse per gli echi, questi sì davvero sulfurei, dei Protocolli dei Savi di Sion che risuonano fra le righe. torna al testo ^

2- Per chiarirsi meglio le idee sull'Alchimia consigliamo alla Grippo di leggersi, tanto per citare due titoli: Titus Burckhardt, Alchimia, Guanda o, per restare nell'ambito di un autore da lei citato, Zolla, Le meraviglie della natura: introduzione all'Alchimia, Marsilio. torna al testo ^

3- Si può facilmente verificare leggendosi i quattro volumi dei rituali completi pubblicati da Israel Regardie e tradotti in italiano da Mediterranee sotto il titolo La magia della Golden Dawn. torna al testo ^

 

Walter Catalano

 

 

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Articolo inserito in data: venerdì, 2 ottobre, 1999.

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