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Uomo nuovo e rinnovamento epocale in Boris Mouravieff (1890-1966)

di Gianrico Gualtieri

 

ritratto Mourevieff

Boris Mouravieff nasce a Cronstadt, in Russia, l'8 marzo del 1890. Della sua vita di famiglia, della sua gioventù e dei suoi studi si sa molto poco: un curriculum vitae e qualche fotografia. Nel suo curriculum, Mouravieff dichiara di essersi laureato alla Scuola Superiore della Marina e aver servito nelle forze navali del Mar Nero durante la prima guerra mondiale. In molti documenti si ritrova, in effetti, la qualifica di "Comandante". Nel 1920 abbandona la Russia definitivamente, lasciando dietro di lui i suoi titoli di studio e la fortuna familiare. Soggiorna allora a Costantinopoli e in Bulgaria prima di stabilirsi a Parigi nel 1924. Durante il suo lungo soggiorno in Francia, sposa una giovane ballerina russa, Larissa Bassova. Durante questo periodo Mouravieff lavora come ingegnere nel settore dei combustibili, consacrando il tempo libero alle sue ricerche sulla storia russa e sulla Tradizione esoterica.

Durante la seconda guerra mondiale è arrestato dalla Gestapo, riesce a fuggire e nel 1944 si rifugia in Svizzera. A partire da questa data, risulta più agevole ricostruire le vicende della sua vita fino al 1966, anno della sua morte.

Dopo aver dovuto lasciare la Russia, poi la Francia, Mouravieff ricomincia la sua vita come storico e professore, dimostrando una energia non comune. Lavora dapprima alla Scuola di studi superiori internazionali, e in seguito, a partire dal 1955, insegna all'Università di Ginevra in qualità di libero docente, tenendo corsi sulla storia russa e sulla filosofia esoterica. Pubblica numerose opere concernenti i suoi due soggetti di predilezione -la storia russa e l'esoterismo- e infine, sfinito dal lavoro, muore in seguito ad una crisi cardiaca il 28 settembre del 1966.

L'opera principale di Mouravieff in campo esoterico resta Gnosis1, composta di tre volumi, nella quale l'autore espone i fondamenti della Tradizione esoterica dell'ortodossia orientale, relativamente alla parte teorica. Precedentemente la materia, prima di essere redatta in forma di trattazione destinata alla pubblicazione, era stata esposta nell'ambito di un corso universitario, intitolato Introduzione alla filosofia esoterica secondo la tradizione dell'ortodossia orientale, tenuto all'Università di Ginevra tra il '55 e il '58. Il corso, raccolto in dispense ad uso degli studenti, comprende molti elementi che sono assenti o solo accennati nel testo di Gnosis.

Una esposizione articolata, anche sommaria, dei contenuti specifici della dottrina di Gnosis esula dagli scopi del presente articolo. Ci proponiamo qui, oltre a fornire qualche indicazione sulla vita e il pensiero di Mouravieff, soltanto di delineare brevemente alcuni temi chiave che potranno costituire -ce lo auguriamo - altrettante valide piste di lettura, se non proprio servire da strumenti critici.

Il problema dell'Uomo Nuovo

Nel corso sono già compiutamente espresse alcune idee centrali nel pensiero di Mouravieff, che si ritrovano anche, parallelamente, nel campo dei suoi studi storico-politici e che sono essenziali per comprendere lo spirito e gli scopi del suo lavoro. Mouravieff era persuaso che l'umanità fosse giunta alla svolta di un cambiamento epocale; per questo l'idea di Tradizione si inserisce sullo sfondo del problema del senso della storia e del significato del momento attuale:

«Il problema dell'Uomo Nuovo, già sollevato agli inizi del secolo, si pone oggi in tutta la sua importanza. Questo perchè la società umana si trova davanti ad un salto2 smisurato rispetto ai precedenti storici. La Nuova Era, resa imminente dai progressi della tecnica, si preannuncia ben più dissimile dal periodo attuale di quanto quest'ultimo non lo sia dal Medioevo.

Esiste tuttavia un tratto comune a questi periodi di transizione: è il problema della creazione di una nuova élite»3.

Sono le tematiche affrontate in maniera più specifica nell'articolo Le problème de l'Homme Nouveau4. I cambiamenti dell'élite dirigente dal Medioevo fino all'epoca dell'Enciclopedia, precisa Mouravieff, si sono prodotti in funzione dell'apparizione di un uomo di nuovo tipo: l'intellettuale o uomo di scienza.

Il tipo d'uomo d'élite venutosi a creare all'inizio dell'epoca moderna, prosegue Mouravieff, è caratterizzato dalla potenza intellettuale, ed è ben rappresentato da personaggi quali Cartesio o, più tardi, dagli enciclopedisti francesi. Dotato di un senso pratico piuttosto scarso, questo "uomo nuovo" ha orientato i suoi sforzi verso la scienza applicata e condotto l'Europa alla rivoluzione industriale, che giunge oggi al suo apice con lo sfruttamento dell'energia atomica.

Come a suo tempo il cavaliere medievale, così oggi il "tecnocrate", sorpassato dagli avvenimenti, deve rassegnarsi a cedere il passo ad un nuovo tipo di uomo. E proprio qui sta un nodo problematico della questione. Mouravieff ritiene che il grande pericolo dei nostri tempi consista nell'immobilismo del pensiero sul piano morale. Senza rendersene del tutto conto, l'uomo contemporaneo crede di poter affrontare e risolvere i problemi di oggi e di domani con dei metodi utilizzati nei secoli passati. In questo modo non tiene conto delle enormi modificazioni prodottesi nel frattempo in ogni campo.

Commentando una profezia di S. Pietro5, Mouravieff ritiene che il futuro dell'umanità possa essere o diabolicamente catastrofico (andando incontro al cataclisma previsto dall'apostolo) o divinamente creativo e dar luogo a "dei nuovi cieli e una nuova terra dove abiterà la verità".

Nel mondo antico, posto sotto l'egida della Filosofia, la Religione e la Scienza erano per così dire "filosofizzate". Lo spirito di questo tipo di uomo, essenzialmente contemplativo, non cercava di guadagnare né tempo né denaro.

Il Medioevo, posto sotto l'egida della Religione, "religionizzò" la Filosofia e la Scienza. Infine, all'epoca moderna, toccò alla Religione e alla Filosofia essere "scientificizzate".

L'Arte si distingue dalla Filosofia, dalla Scienza e dalla Religione in quanto è capace di comprenderle tutte senza deformarle. Ed è proprio nell'epoca posta sotto l'egida dell'Arte che le altre tre attività umane saranno chiamate a realizzarsi pienamente assumendo la loro forma naturale, senza restringimenti, né ipertrofie, e armonizzandosi e completandosi pienamente l'una con l'altra. E l'etica sarà basata sull'estetica.

Ma questo esige che la nuova élite dirigente di domani sia composta di superuomini, proprio nel senso in cui i "tecnocrati" di oggi sarebbero apparsi superuomini agli uomini del Medioevo. Il tecnocrate ha sviluppato facoltà latenti che nel cavaliere del Medioevo erano restate allo stato embrionale.

In maniera analoga nell'élite di oggi vi sono facoltà latenti che, adeguatamente sviluppate, porteranno alla formazione dell'Uomo Nuovo.

Tradizione e rinnovamento

Qual è il ruolo della Tradizione nel quadro di questa prevista svolta epocale?

Il fatto è, dice Mouravieff, che l'uomo chiamato a risolvere i problemi attuali e futuri dovrà necessariamente possedere una conoscenza più profonda della natura umana, capace di rivelargli l'uomo reale, così diverso dall'uomo astratto e impersonale che è generalmente oggetto di studi.

Insomma, i nuovi problemi rendono necessario riattualizzare un'antichissima prescrizione: Conosci te stesso. La Tradizione studiata in Gnosis -spiega brevemente Mouravieff- ha la sua fonte nell'antico Egitto. Gli elementi di tale tradizione, che nell'Antichità venivano rivelati, durante i misteri, solo nel segreto più assoluto, passò dall'Egitto in Giudea per mezzo di Mosé, in Ellade per mezzo di Orfeo e Pitagora. La predicazione degli Apostoli fuse queste due correnti nell'Impero d'oriente, a partire dal quale la Tradizione si diffuse verso la Russia e verso l'Europa occidentale. È così che accanto a centri come il Monte Athos, l'Optima Poustyne e i Solovky nel nord della Russia, abbiamo avuto in Europa centri come il Mont Saint-Michel, Monte Cassino e tanti altri.

Ed è proprio sui testi della Tradizione orientale che si basa lo studio proposto da Mouravieff in Gnosis, come precisato nella prefazione al I volume:

«La Tradizione esoterica cristiana si basa sul Canone, sul Rito, sul Ménologio e infine sulla Dottrina. Quest'ultima è un insieme di regole, di trattati e di commentari dovuti ai dottori della Chiesa ecumenica. Questi testi sono stati in gran parte riuniti in una raccolta intitolata Philocalia6. A tali fonti bisogna aggiungere degli scritti isolati di autori antichi e moderni, religiosi e laici.

La maggior parte dei testi della Philocalia sono stati scritti per persone che avevano già una certa cultura esoterica. Si può dire altrettanto di alcuni aspetti dei testi del Canone, compresi i Vangeli. Bisogna anche notare che, indirizzandosi a tutti, questi testi non possono tener conto delle capacità di ognuno. Per questo il vescovo Teofano l'Eremita insiste, nella sua prefazione alla Philocalia, sul fatto che nessuno7 può, senza aiuto, giungere a penetrare la Dottrina. È per questo che la scienza esoterica conserva e coltiva, oltre alle fonti scritte, una Tradizione orale che vivifica la Lettera. L'Ortodossia orientale ha saputo conservare intatta questa Tradizione, in particolare applicando la regola assoluta dell'ermetismo. Di generazione in generazione, dall'epoca degli Apostoli, ha condotto i suoi discepoli fino all'esperienza mistica».8

Gli studi esoterici forniscono all'uomo gli strumenti per rispondere agli interrogativi posti dal senso della vita e della società umana nell'epoca attuale. In campo esoterico, il tempo delle ricerche particolari e della ricerca di fini individuali è definitivamente trascorso. Insensibilmente, l'esoterismo è divenuto una sfera di pubblico dominio, e gli studi esoterici pratici devono ormai tener conto di questa nuova situazione e contribuire ad un significativo rinnovamento della vita dell'uomo.

Verso la seconda nascita

E se la principale facoltà dell'élite dirigente attuale, quella intellettuale, è la sua capacità di calcolare e combinare, la principale facoltà dell'Uomo Nuovo sarà la sua capacità di distinguere spontaneamente, senza testimonianze né prove, il vero dal falso, la verità dalla menzogna. La nuova cultura portata dall'Uomo Nuovo comprenderà tutta l'esperienza millenaria dell'umanità e nuove facoltà che fino ad oggi non si sono manifestate che sporadicamente e parzialmente, e che restano senza applicazione pratica nell'attuale organizzazione della società umana. L'uomo dell'élite di domani sarà "nato due volte", secondo le celebri parole dette da Gesù a Nicodemo9.

Nel nostro periodo di transizione, la soluzione del problema dell'Uomo Nuovo comporta il positivo apporto della Gnosi all'instaurazione progressiva del regime del "romanzo unico", che deve sostituirsi al "romanzo libero", proprio del Ciclo che volge al suo termine. Così, il problema attuale dell'Uomo è ricondotto a quello dell'Androgino, stato-limite della Coscienza umana che giunge a coronare gli sforzi dei discepoli e trionfa infine nella loro seconda nascita.

E siccome ogni nascita è legata al rapporto d'amore tra i due sessi, ecco che l'Uomo Nuovo sarà anche il risultato di una diversa concezione dell'Amore e del modo di intendere il rapporto amoroso, ovvero si baserà su di una significativa evoluzione del tema del romanzo e dei suoi significati esoterici, che si nascondono dietro l'espressione comune "anima gemella":

«Secondo la Tradizione, l'evoluzione umana, dopo un lungo periodo preistorico, prosegue in una successione di tre cicli: Ciclo del Padre, che la storia non conosce che parzialmente; Ciclo del Figlio, che volge al suo termine; infine, Ciclo dello Spirito Santo, al quale perveniamo attualmente.

L'Antropologia fissa l'apparizione dell'homo sapiens fossilis a quarantamila anni dall'epoca attuale. La vita era allora caratterizzata dal matriarcato derivato dal sistema del matrimonio collettivo. A quattordicimila anni da noi circa, con l'apparizione dell'homo sapiens recens, il regime della gens matriarcale cedette gradualmente il posto a quello della gens patriarcale, caratterizzato dalla poligamia. Fu certamente un progresso, benchè questo sistema fosse ancora segnato dalla bestialità, essendo la donna ridotta alla condizione di mercanzia vivente. Ciò nonostante, le antiche tendenze prevalsero ancora per lungo tempo. Aristotele ne testimonia quando descrive l'atteggiamento delle classi agiate del suo tempo rispetto al problema della donna. Si mantenevano -egli dice- delle mogli legittime per generare dei cittadini secondo la legge, delle cortigiane per il piacere, infine delle concubine per l'uso quotidiano. Una tale concezione non lascia all'Amore che un minimo posto.

Gesù introdusse nei rapporti umani ciò che era praticamente sconosciuto prima di lui. Alla legge della giungla: occhio per occhio, dente per dente10, sostituì il nuovo comandamento: amatevi gli uni gli altri11.

Questo produsse una rivoluzione nelle relazioni tra uomo e donna: l'Amore era stato introdotto nella vita sociale. La "mercanzia" d'altri tempi otteneva diritto di cittadinanza. Certo, non immediatamente, né integralmente. Tuttavia, era stato posto il principio dell'amore come scelta reciproca. Fu la rivelazione del romanzo.

Il romanzo, attraverso il quale la società cristiana viveva il principio della scelta reciproca, raggiunse il suo apogeo nel Medioevo. Malgrado il declino che esso ha conosciuto da allora, malgrado la tendenza attuale al ritorno a forme regressive dei rapporti tra i sessi, il romanzo resta l'ideale dichiarato della nostra società. Così, non è appropriato parlare di morte del romanzo. Perchè una rivoluzione si prepara nel silenzio, per sostituire al romanzo libero, sigillo dell'era cristiana, il romanzo unico, privilegio dell'era dello Spirito Santo. Liberato dalla servitù della procreazione, questo romanzo di domani è chiamato a cementare l'unione indissolubile di due esseri strettamente polari, unione che assicurerà la loro integrazione in seno all'Assoluto. A questo proposito, dice l'Apostolo S. Paolo: nel Signore, la donna non può essere senza l'uomo, né l'uomo senza la donna12.

La visione di un tale romanzo ossessiona i più grandi spiriti da millenni. La si ritrova nell'amore platonico, base del romanzo unico, nei miti dell'Androgino, di Orfeo ed Euridice, di Pigmalione e Galatea... È l'aspirazione del cuore umano che, in segreto, piange la sua profonda solitudine. Questo romanzo costituisce lo scopo essenziale del lavoro esoterico. In esso si tratta dell'amore che unirà l'uomo a quest'essere unico per lui, la Donna-sorella13, gloria dell'uomo, come lui stesso sarà gloria di Dio14. Entrati nella luce del Tabor, facendo entrambi un'unica cosa, vedranno allora scaturire l'Amore vero, trasfiguratore, vincitore della Morte.

L'Amore è l'Alfa e l'Omega della vita. Il resto non ha che un significato secondario. L'uomo nasce con l'Alfa. Il proposito della presente opera è di indicare il cammino che conduce verso l'Omega.»

Questi significati ed altri devono ritornare alla luce. LaTradizione esoterica, come un fiume sotterraneo, porta questa saggezza attraverso i secoli, mentre in superficie imperversa l'anarchia dell'uomo. È tempo -aggiunge Mouravieff- che questa saggezza antica esca dalle celle dei monaci per essere insegnata nelle università, affinchè la nuova élite possa formarsi il più presto possibile, per realizzare la seconda alternativa della profezia di S. Pietro: «Ma noi attendiamo, secondo la sua promessa, i cieli nuovi e la nuova terra, in cui abiterà la verità»15.

 


Bibliografia

Storia politica e diplomatica

L'histoire de Russie mal connue.
Le Testament de Pierre le Grand, légende et réalité. Neuchâtel, La Baconnière.
Le Problème de l'Autorité super-étatique, Neuchâtel, La Baconnière.
L'Histoire a-t-elle un sens ? «La Revue suisse d'Histoire», t. IV, fasc. 4.
L'Alliance russo-turque au milieu des guerres napoléonniennes, Neuchâtel, La Baconnière (Diplôme des Hautes Etudes Internationales).
Sainte-Sophie de Constantinople, Bruxelles, revue «Synthèses», n. 167.
La Monarchie russe, Paris, Payot.

Opere non pubblicate

La Question d'Orient des temps antiques à la fin da XVIIIe siècle.
De l'Origine du peuple russe, les Russes sont-ils des Scythes ?

Filosofia esoterica

Le Problème de l'Homme nouveau, Bruxelles, revue «Synthèses», n. 126-127.
Liberté, Egalité, Fraternité, Bruxelles, revue «Synthèses», n. 129.
Gurdjieff, Ouspensky et les Fragments d'un Enseignement inconnu, Bruxelles, revue «Synthèses», n. 138.
Le Substantiel et l'Essentiel, Bruxelles, revue «Synthèse», n. 144.
Les Croyances slaves préchrétiennes, Bruxelles, revue «Synthèses», n. 161.
Gnôsis, études et commentaires sur la Tradition ésotérique de l'Orthodoxie orientale, T. I (ciclo exoterico), Paris, La Colombe, 1961.
Gnôsis, T. II (ciclo mesoterico), Paris, La Colombe, 1963.
Gnôsis, T. III (ciclo esoterico), Neuchâtel, La Baconnière, 1972.

Opere parzialmente pubblicate

L'art de vaincre. Les Stromates. Recueil de notes sur l'enseignement chrétien ésotérique, Centre d'études chrétiennes ésotériques, Genève, 1966 (interrotta dalla morte dell'autore).

Note

1- I e II volume Paris, La Colombe, 1961 e 1962; III volume Neuchâtel, ed. La Baconnière, 1972.
I tre volumi di Gnosis sono suddivisi secondo uno schema graduale che, se da un lato corrisponde alla struttura stessa dell'insegnamento esoterico, dall'altro rispecchia il sistema adottato dall'ordinaria istruzione scolastica.
Il primo livello, ciclo exoterico (volume I di Gnosis) corrisponde all'insegnamento elementare ed ha per scopo di fornire al discepolo gli strumenti di lavoro.
Il secondo livello, ciclo mesoterico (volume II di Gnosis) corrisponde all'insegnamento della scuola media inferiore ed ha per oggetto di fornire al discepolo che ha assimilato il ciclo exoterico un minimo di elementi che, assimilati a loro volta, potranno costituire una solida base per l'ulteriore sviluppo della sua cultura generale esoterica. Questo livello corrisponde al conseguimento del diploma di liceo o maturità e dà accesso agli studi superiori, stadio che esige una partecipazione attiva dello studente.
Il terzo livello, ciclo esoterico propriamente detto (volume III di Gnosis) corrisponde agli studi universitari, e come questi ultimi è sempre specializzato. Come la scienza, l'esoterismo comprende diversi settori, le diverse ramificazioni della Conoscenza. torna al testo ^

2- Seuil nel testo francese, N. d. T. torna al testo ^

3- Introduzione alla filosofia esoterica secondo la tradizione dell'ortodossia orientale, Ginevra, 1958-59, pagina I dell'introduzione. torna al testo ^

4- Estratto dalla rivista Synthèses, Bruxelles, nov.-dic. 1956, anno XI, n. 126-127. torna al testo ^

5- II Pietro, III, 10. torna al testo ^

6- Edizione in lingua russa, 5 volumi in quarto, pubblicati sotto la direzione del vescovo Teofano l'Eremita dal convento San Panteleimon del Monte Athos. torna al testo ^

7- Sottolineato nel testo originale. torna al testo ^

8- Gnosis, vol. I, pag. 14. torna al testo ^

9- Giovanni, III, 3. torna al testo ^

10- Esodo, XXI, 24; Deuteronomio, XIX, 21; Levitico, XXIV, 20. torna al testo ^

11- Giovanni, XIII, 34; ibid., XV, 12; I Giovanni, III, 11. torna al testo ^

12- I Corinti, XI, 11. torna al testo ^

13- Ibid., IX, 5. torna al testo ^

14- Ibid., XI, 7. torna al testo ^

15- II Pietro, III, 13. torna al testo ^

 

Gianrico Gualtieri

 

 

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Articolo inserito in data: venerdì, 2 ottobre, 1999.

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